Inni

INNI

Pezzoli (RV) - IT

Dicembre 2002

- Mario Frezzato: oboe, corno inglese

- Enrico Gabrielli: clarinetto in sib, clarinetto basso

- Guido Frezzato: fiati, percussioni

- Gianni Chi: pianoforte

- Barbara Chinaglia: voce

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Quattro provocatori "Inni”: Ignoranza, Superiorita'à, Indifferenza, Guerra (quattro concetti pilastro della societa'à contemporanea). Una riflessione in musica che ha coinvolto il pubblico riunito in cerchi attorno a strumenti e note. Un concerto in 4 movimenti di grande efficacia che, senza cedere ai virtuosismi ha cercato nella musica un linguaggio diretto, che puntasse veloce e diretto all'animo di chi ascoltava.

Il primo inno, all'Ignoranza, èe' stato aperto da una campana tibetana al cui suono, prolungato come in un loop elettronico, si sono appoggiati il clarinetto, il pianoforte e l'oboe. Ai primi il compito di preparare un terreno ritmico, all'oboe e successivamente al sax, e' ètoccato invece comporre le prime melodie, canti stridenti, basi scontate con la lievita'à e l'arroganza di chi crede di sapere molto piu'ù di quello che sa. Una riflessione partita forse dal mondo della musica e addentratasi poi in altri terreni fertili per l'ignoranza.

Il secondo inno, alla Superiorita'à, e' èstato aperto dal corno inglese di Mario Frezzato il cui suono ha evocato immediatamente la regalita'à, una camminata irrigidita destinata a inciampare su se stessa. A farla inciampare sono il suono goffo del clarinetto basso di Enrico Gabrielli e lo stillicidio sui tasti di Gianni Chi. In questo paesaggio si èe' intrufolata la semplicita'à di una marcia o forse di una canto popolare, improvvisato, su precise citazioni, da Guido Frezzato che con il clarino, il flauto dolce e le percussioni, ha cercato la complicita'à degli altri strumenti.

Per l'Indifferenza l'immagine si èe' composta con lentezza calando quasi dall'alto e si èe' formata pian piano partendo da un minimalismo orientale ricercato dal pianoforte e invadendo poi in seguito gli altri strumenti e con essi i pensieri e gli sguardi del pubblico, al punto che ha suggerito ai presenti di chiudere gli occhi (gesto simbolo d'indifferenza).

L'ultimo inno, grido marziale, un'invocazione alla Guerra che appare fatto da chi spesso è e' costretto a scontarla piu'ù che a combatterla. Per l'incipit èe' stata scelta la parola, un testo chiesto in prestito ai Gang "All'ultimo sangue", inedito di Marino Severini, scritto per il cd "Not in my name". A dettare il tempo questa volta e'è stata una percussione (surdo), al quale si sono unite le acute mitragliette di una percussione piu'ù minuta. Il concerto si è concluso con "Rave", un pezzo di repertorio del gruppo, un bis diverso durante il quale i musicisti si sono lasciati andare all'improvvisazione piu'ù libera.